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“La cultura assorbita dall’economia: Business o sicurezza dell’arte?”

Nel prestigioso salone Convegni del Castello Utveggio a Montepellegrino come service del Club Kiwanis Panormo si è discusso il 23 Febbraio 2008 dalle ore 16,00 sul tema delle mostre itineranti dal riferito titolo significativo. Dopo l’apertura dei lavori da parte del Presidente Prof. Aldo Leone la Prof. ssa Maria Concetta Di Natale della Facoltà di Lettere dell’Università di Palermo ha svolto la sua particolare ed accurata relazione sui “Criteri scientifici per la conservazione delle opere d'arte decorative”. Il Dott. Michele Casarubea, Socio del Club, ha affrontato il tema dei criteri di inamovibilità proposti dalla legge regionale e delle scelte delle opere in alcuni casi opinabili per le sviste ed omissioni. È seguita la relazione della prof.ssa Wanda Cortese della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo su “La funzione dei musei e le mostre quale strumento di fruizione dei beni culturali”, che ha prospettato un equilibrio e una selezione attenta delle richieste. Sul dibattuto tema di “Il trasferimento delle opere d'arte. Autorizzazioni e prescrizioni da parte degli Uffici preposti alla tutela dei beni artistici” e in risposta ai quesiti sorti dal dibattito hanno dato una esauriente panoramica della normativa e delle decisioni adottate in specifici casi la Dott.ssa Adele Mormino, Sovrintendente alle Belle Arti di Palermo, e la Dott.ssa Giovanna Cassata, Dirigente Servizio Beni Artistici Sovrintendenza di Palermo. Su “Il ruolo del volontariato nella tutela e salvaguardia dei beni culturali” il Prof. Ing. Nino Vicari, Presidente della Fondazione Salvare Palermo, ha illustrato gli interventi operativi specifici dell’Associazione in opere di restauro e conservazione. A conclusione dei lavori il prof. Carmelo Fucarino ha attirato l’attenzione sulla soggettività e provvisorietà delle scelte delle mostre tematiche non solo in Sicilia (caso Trapani), ma anche in campo internazionale, a partire dal Moma di New York al Prado, con gli scioccanti aloni lasciati alle pareti da dipinti itineranti in altre capitali, irridono i visitatori con assoluta mancanza di rispetto. Ricordata la vexata quaestio della funzione del Museo come luogo di conservazione della memoria nazionale nel suo habitat naturale, in ossequio al tema del convegno, ha proposto all’attenzione degli addetti ai lavori le sconvolgenti osservazioni nell’intervista “Se il museo è un luna park” (La Repubblica, 1.2.08), fatta da Fabio Gambaro, a Jean Clair che nel suo polemico pamphlet Malaise dans les musées si occupa della inutilità di questi tour e della drammaticità della situazione museale. Sulla scia dell’affermazione «La deriva mercantile trasforma l’arte in spettacolo e i musei in luna park», ha ricordato il recente accordo siglato tra Abu Dhabi e il Louvre, che in cambio di 700 milioni di euro affitterà nome e diverse opere al neo-museo dell´emirato. “Questo progetto dissennato è solo la manifestazione più spettacolare di una trasformazione radicale in corso dappertutto in Europa in nome della redditività dell’arte… I musei stanno diventando cenotafi, involucri vuoti, le cui collezioni sono in giro per il mondo. Per ora in affitto, ma presto potrebbero anche essere messe in vendita”. Nonostante ciò il Museo Guggenheim di New York, simbolo di questa degenerazione mercantile, si trova in difficoltà economiche e la sede di Bilbao funziona, ma più per l’edificio disegnato da Gehry che per le opere esposte. Le grandi case d’aste determinano ormai il mercato, Christie´s o Sotheby´s, e non esiste più la relazione di fiducia tra il collezionista e il gallerista con acquisti telefonici ed anonimi. “I giudizi della critica sono ininfluenti in una realtà dominata dagli investimenti speculativi”, come insegnano le enormi collezioni della Deutsche Bank. Non meno illuminante è l’analisi da New York di Alberto Arbasino, “Il brutto nell’arte trionfa a New York” (La Repubblica, 12 febbraio 2008) sul proliferare di musei e mostre di arte moderna, con “rifiuti da Museo, spazzatura firmata e commentata”, “da quando i mercanti e i recensori non sono più antitetici ma associati nel business, il giudizio critico appare sostituito da apologie e panegirici di ‘valori’ in dollari che vanno gonfiandosi in ‘bolle’”. L’occasione di questa sua aspra polemica, secondo il suo stile dissacratorio, il trasloco sulla Bowery del New Museum di New York e la succursale della Mostra-Mercato di Basilea a Miami.